Mozia: percorsi di ricerca e di archeologia pubblica

Il 18 aprile 2018 si svolgerà presso il Complesso Monumentale del San Michele un nuovo incontro della serie “Discorsi sul Metodo”, organizzato dall’Istituto Centrale per l’Archeologia, il cui obiettivo è presentare esperienze di rilievo nazionale e internazionale nel campo della tutela e valorizzazione del Patrimonio Culturale.
Tema del seminario sono le più recenti ricerche archeologiche nell’Isola di Mozia (Trapani), occupata a partire dall’VIII secolo a.C. da uno stanziamento fenicio (e successivamente punico), posto a controllo della cuspide più occidentale della Sicilia, fino alla conquista romana del 241 a.C.
Le ricerche sull’isola furono avviate da J.I.S. Whitaker (1906-1927) e B.S.J. Isserlin (1955-1970) e proseguite, a partire dal 1964, da una missione dell’Università “La Sapienza” di Roma, diretta da Antonia Ciasca e da Vincenzo Tusa, allora Soprintendente alle Antichità per la Sicilia Orientale. Furono così scoperti il Tofet, la necropoli e il Santuario detto del “Capiddazzu”, le mura e il bacino del Kothon, portando in evidenza una complessa sequenza insediativa, sviluppatasi nel lungo periodo di frequentazione del sito.
La Missione dell’Università Sapienza (Missione Archeologica a Mozia, MAM), cui collaborano l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, la Fondazione G. Whitaker, proprietaria dell’isola, sotto l’egida della Soprintendenza Regionale di Trapani (Arch. Enrico Caruso, Dott.ssa Rossella Giglio), ha ripreso lavori sistematici nel 2002 con la direzione di Lorenzo Nigro e ha portato alla luce, nel corso di sedici campagne di scavi, esplorazioni e restauri, l’Area Sacra del Kothon, con i Templi di Baal e di Astarte, il primo stanziamento fenicio con il Fondaco dei marinai fenici, la Casa del Sacello domestico, la Fortezza Occidentale e, dal 2017, ha ripreso l’esplorazione del Tempio c.d. del Cappiddazzu dedicato a Melqart/Herakles dal quale proviene la nota statua dell’Efebo di Mozia. La Missione archeologica a Mozia è uno dei Grandi Scavi della Sapienza e i cui straordinari risultati scientifici, tra i quali la completa reinterpretazione della piscina sacra del Kothon, sono stati accompagnati da un’opera di musealizzazione e messa in valore del sito, che è oggi una delle maggiori attrazioni turistiche della Sicilia Occidentale, nonché un esempio di public archaeology.
La presentazione delle più recenti scoperte a Mozia sarà preceduta da una keynote lecture del nuovo Assessore ai BBCCAA della Regione Siciliana, il Prof. Sebastiano Tusa.
L’incontro nasce nell’ambito dell’Accordo di collaborazione didattico-scientifica di recente sottoscritto tra l’Istituto Centrale per l’Archeologia e il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università “La Sapienza” di Roma.
 
Istituto Centrale per l'Archeologia
Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Via di San Michele, 22
00153 Roma

Mercoledì, 11 Aprile, 2018

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