Franco Dintino

Associato
L-FIL-LET/11 ( Letteratura italiana contemporanea )
Scienze del testo 15292 ( LM-14 )
Studi europei, americani e inter-culturali
Lettere (Città universitaria), terzo piano, stanza 24
Telefono 06-4991.3160
Visualizza programmi a.a. 2017-2018  a.a. 2016-2017
Ricevimento

Dal 1 gennaio 2017 il ricevimento si tiene (studio 24, Dipartimento di studi europei americani e interculturali, Edificio di Lettere III piano):
mercoledì dalle 10 alle 12
e mercoledì dalle 15 alle 17 solo per consegnarmi ricevute ecc. e per domande rapide. Sarò in studio, ma impegnato con altri colleghi nell'organizzazione delle attività del Laboratorio Leopardi nella mia stanza o nella stanza accanto (25) o in quella di fronte (Laboratorio informatico).
Non c'è bisogno di prenotarsi ma è opportuno sempre controllare se un avviso in bacheca (qui sotto) annuncia la cancellazione o lo spostamento a causa di altri impegni.
 

SIGNIFICATO DELLA PAROLA VERBALIZZAZIONE E VALORE (NULLO) DELLA RICEVUTA
Gio 01 Dic 2016 Dom 31 Dic 2017

Un chiarimento:

con il nuovo sistema Infostud la verbalizzazione è fatta DAL DOCENTE sulla base dei voti assegnati allo studente in precedenza (esami scritti oppure orali).

Ciò significa che lo studente NON deve essere presente AL MOMENTO della verbalizzazione.

Per quanto riguarda la RICEVUTA delal verbalizzazione, questa può essere firmata e ritirata in un momento successivo, normalmente durante i ricevimenti, per un mese a partire dalla data dell'esame.

Ricordo comunque che "La ricevuta assume valore solo se l'esame è registrato sul corrispondente verbale" /regolamento Infostud). Essa, in altri termini, NON costituisce prova che l'esame è stato sostenuto, e dunque NON serve a niente se l'esame è regolarmente registrato. Tanto vale annotarsi gli esami sostenuti su un foglio privato, oppure fare riferimento a Infostud.

INFORMAZIONI GENERALI SUGLI ESAMI
lun 05 Ott 2015 Dom 31 Dic 2017

Per cortesia scrivere solo in caso di problemi che non sono risolvibili leggendo attentamente le istruzioni in bacheca.

Se scrivete, per cortesia specificate se siete studenti di Triennale o Magistrale (oltre all'anno di corso)

Non risponderò a email riguardanti problemi relativi a Infostud, perché non ho potere di sapere né modificare nulla

Per questioni di crediti e problemi relativi a Infostud chiedere al Manager didattico di Facoltà o al Presidente del corso di laurea

PROGRAMMI VALIDI:

a.a. 2016/2017

(1) LT Ottocento (per il CdL in Lettere moderne, 6 cfu) SCRITTO

(2) LM Romanzo post-napoleonico (per il CdL in Filologia moderna e in Editoria e scrittura, 6 cfu) (SCRITTO)

a.a. 2013/14, 2014/15 A-L, 2015/16 A-L 

(3) LT Ottocento (per il CdL in Lingue, culture ecc.) (SCRITTO)

a.a. 2015/16 A-L

(4) LM Libertini (per il CdL in Lingue, culture ecc.) (SCRITTO)

a.a. 2014/15 A-L

(5) LM Dispersi (per il CdL in Lingue, culture ecc.) (ORALE)
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Programma (1)

1) R. Antonelli e M.S. Sapegno, Il senso e le forme, vol. 4. Da Leopardi al romanzo della crisi, La Nuova Italia (fino a Svevo incluso)

2) G. Verga, I Malavoglia (ed. a scelta)

(3) G. D'Annunzio, L'innocente (ed. a scelta)

(4) L. Pirandello, I quaderni di Serafino Gubbio operatore (ed. a scelta)

(5) G.A. Borgese, Rubè (ed. a scelta)

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Per questa tipologia di compito, che è nuova, propongo qui un esempio (naturalmente queste domande non saranno presenti nei compiti veri). Il numero tra parentesi alla fine indica il numero di punti attribuiti a quella domanda; il totale è 30.

1) Il “rimembrar delle passate cose” è sempre felice? In quale canto Leopardi parla di questo? (2)

2) La letteratura per l’infanzia nell’Ottocento italiano (autori, opere, date) (3)

3) Temi fondamentali di Carducci (date di nascita e morte) (3)

4) Chi parla di ‘perdita dell’aureola’ (data) e cosa essa rappresenta? (3)

5) Qual è il tema del “Gelsomino notturno” di Pascoli? (3)                                               

6) Commenta le idee principali contenute nel saggio L’umorismo di Pirandello (data) (4)

7) Il lessico e la poetica dell’indefinito in Leopardi e in Pascoli (6)

8) Il tema del ‘progresso’ nei romanzi in programma (6)

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Programma (2) Il romanzo (post)napoleonico. Gioventù, modernità, sradicamento

(NB: fa testo questo programma, leggermente modificato rispetto a quello nella pagina degli insegnamenti: qui manca Leopardi, che è stato eliminato perché non trattato durante il corso)

Testi primari

U. Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis, ed. a scelta

Stendhal, Il rosso e il nero, in francese o trad. a scelta

Teorie del romanzo

M. Bachtin, Epos e romanzo, in G. Lukács, M. Bachtin e altri, Problemi di teoria del romanzo, Torino, Einaudi, 1976, pp. 179-221

E. Auerbach, Mimesis, Torino, Einaudi (“All’Hôtel de la Mole”, pp. 220-268)

F. Moretti, Il romanzo di formazione, Milano, Garzanti, 1986 (Introduzione “Il Bildungsroman come forma simbolica”, pp. 9-26; Cap. I “L’agio della civiltà”, § 1, pp. 27-47; cap. II “Waterloo Story”, pp. 121-203)

Contesti socio-antropologici

R. Sennett, The Fall of Public man, New York, Knopf, 1974 (cap. I “The public domain”, pp. 3-27)

E. De Martino, Morte e pianto rituale, Torino, Bollati Boringhieri, 2000 (“Introduzione”, pp. 7-14, cap. I “Crisi della presenza e crisi del cordoglio”, pp. 15-54)

G. Simmel, La moda, in Arte e civiltà, a cura di D. Formaggio e L. Perucchi, Milano, ISEDI, 1976, pp. 19-44 (+ La metropoli, ibid.)

G. Durkheim, Il suicidio, Torino, UTET (Libro II, cap. 2, cap. 3, §§ 5-6, cap. 5, § 2, cap. 6, § 1)

R. Harrison, Il dominio dei morti, Roma, Fazi, 2004 (cap. II “Hic jacet”)

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Programma (3)

1) R. Antonelli e M.S. Sapegno, Il senso e le forme, vol. 4. Da Leopardi al romanzo della crisi, La Nuova Italia

2) U. Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis (edizione a scelta)

3) G. Leopardi, Operette morali (edizione a scelta)

4) G. Verga, le seguenti Novelle: Nedda; da “Primavera ed altri racconti”: PrimaveraLa coda del diavoloX; da “Vita dei campi”: tutte le novelle (FantasticheriaJeli il pastoreRosso MalpeloCavalleria rusticanaLa lupaL’amante di GramignaGuerra di santiPentolaccia); da Novelle rusticane: MalariaLa robaStoria dell’asino di S. GiuseppePane neroLibertà.

NB: i racconti scapigliati (presenti nel programma 2014/15) NON sono inclusi nel programma 2015/16 (anche se li trovate citati altrove, fa testo quanto dico qui), e dunque non devono essere studiati analiticamente (ferma restando la conoscenza generale degli scapigliati).

NB: Per chi dovesse portare un programma da 12 cfu anteriore al 2013/14 aggiungere al normale programma da 6 cfu la lettura integrale dei Promessi sposi di A. Manzoni (qualunque edizione)

NB: Sulle modalità di verbalizzazione di questo esame si legga attentamente in questa bacheca l’avviso sulla Canalizzazione. Ricordo sinteticamente che la verbalizzazione può avvenire solo se si è già superato un altro modulo da 6 cfu (2013/14 con la prof.ssa Bernardini; 2014/15 con la prof.ssa Di Nicola)

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Programma (4)

Il programma (Libertini ecc.) è scaricabile nella sezione "Dispense" nella pagina docente. Lì sono anche i files di vari testi in programma. Tutto è spiegato e riassunto nel programma.

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Programma (5) (ORALE)

1) L. Pirandello, Il fu Mattia Pascal [1904] (edizione a scelta)

2) G.A. Borgese, Rubè [1921] (oscar Mondadori)

3) P. Levi, I sommersi e i salvati [1986] (edizione a scelta)

e uno a scelta tra i seguenti testi:

4a) J. Conrad, Lord Jim [1900]

4b) F. Kafka, America, o il Disperso [1911-1914, pubbl. 1927]

4c) J. Roth, Confessione di un assassino raccontata in una notte [1936]

5) G. Debenedetti, Il romanzo del Novecento (1971), Milano, Garzanti, 1998  [cap. III, sul “Fu Mattia Pascal”]

6) M. D’Urso, Romanzo come tragedia, Roma, Bulzoni, 2008 [cap. III, su “Rubè”]

7) C. Magris, Lontano da dove. J. Roth e la tradizione ebraico-orientale, Torino, Einaudi, 1971 [cap. I: “La fuga dallo shtetl”]

8) G. Baioni, Kafka. Romanzo e parabola (1962), Milano, Feltrinelli, 1997 [cap. III “America”]

9) G. Agamben, Quel che resta di Auschwitz. L’archivio e il testimone, Torino, Bollati Boringhieri, 1998 (tutto)

10) SOLO PER I NON FREQUENTANTI: leggere, in più, tutto il libro di Debenedetti.

NB: Per chi dovesse portare un programma da 12 cfu aggiungere la lettura integrale dei Promessi sposi di A. Manzoni (qualunque edizione)

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N.B. i non frequentanti LT e LM da 6 e 12 cfu con vecchi programmi dovranno portare i programmi specificati qui sopra

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CANALIZZAZIONE (2014/15)

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I corsi dell’anno 2014/15 sono canalizzati. Ciò significa che sono dedicati solo a studenti il cui cognome inizia con certe lettere dell'alfabeto.

LM: canale A-L. Il corso prevede 6 cfu. Gli studenti M-Z seguiranno il corso del prof. Tommaso Pomilio.

LT: canale A-L (Lingue, 2014/2015). Il corso prevede 6 cfu tenuti da me, e 6 cfu tenuti dalla prof.ssa Laura Di Nicola. I due corsi sono indipendenti, ma costituiscono ufficialmente un unico esame da 12 cfu.

Qui di seguito le istruzioni su questo meccanismo complesso, cui siete pregati di fare attenzione:

Gli studenti dovranno sostenere due moduli, uno con me (6 cfu) e uno con la prof.ssa Laura Di Nicola (6 cfu, tenuto nel secondo semestre). Non importa quale modulo si sostiene per primo, ma per motivi tecnici la verbalizzazione può essere fatta solo da me. Dovrete dunque iscrivervi su Infostud all’esame da 12 cfu che è associato al mio nome solo quando avrete sostenuto e superato entrambi gli esami parziali, il mio e quello della prof.ssa Di Nicola.

In sintesi:

Ipotesi (1): Di Nicola (II semestre)- D'Intino (I semestre): se seguite questo ordine dovrete verbalizzare in occasione del secondo esame.
Ipotesi (2): D'Intino - Di Nicola (se seguite questo ordine, più logico se sostenete l'esame appena terminato il mio corso, dovrete iscrivervi di nuovo a un mio appello - su Infostud - dopo che avrete superato anche l'esame con la prof.ssa Di Nicola, e ottenuto un attestato).
Ulteriori istruzioni a tempo debito sulla mia bacheca).

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ISTRUZIONI PER LA PREPARAZIONE DELL’ESAME (per tutti i programmi)

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Mi arrivano molte email riguardanti il programma.

Leggete attentamente quanto segue.

Ci sono vari livelli di preparazione. Uno generico e uno specifico.

Generico:

Tutti gli studenti di tutti i corsi LT e LM devono conoscere a linee generali la Letteratura italiana moderna e contemporanea, e almeno saper collocare i principali autori e opere nel tempo e nello spazio, dal 1789 a oggi. Questa preparazione è di tipo liceale, e dovrebbe essere già presupposta. In altri termini, dovete almeno sapere chi sono i seguenti autori e sapere cosa hanno scritto e quando sono vissuti: V. Alfieri, U. Foscolo, A. Manzoni, G. Leopardi, I. Nievo, G. Carducci; C. e A. Boito, I.U. Tarchetti (e la scapigliatura); L. Capuana; G. Verga; F. De Roberto; G. Pascoli; I. Svevo; G. D’Annunzio, L. Pirandello; G. Gozzano; U. Saba; G. Ungaretti; E. Montale; F.T. Marinetti (e il futurismo); C.E. Gadda; C. Pavese; P. Levi; I. Calvino; P.P. Pasolini.

Questa è solo la base. Sulla quale si colloca poi la preparazione specifica per l'esame, secondo il programma.

Specifico:

Per la Triennale sono da studiare gli autori e le opere compresi nel Manuale Antonelli/Sapegno, fino a D'Annunzio incluso (anche le pagine su autori e movimenti stranieri). E poi, in modo ancor più approfondito, le opere da leggere integralmente di Foscolo, Leopardi e Verga. 

Per la Magistrale la preparazione è spiegata nel programma apposito.

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COSA PORTARE ALL’ESAME SCRITTO

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Per sostenere il compito bisogna venire muniti di:

- documento di identità

- fogli protocollo

- due penne

-- (SOLO PER LA TRIENNALE, SE SI E' SUPERATA GIA' LA PRIMA PARTE DELL'ESAME) certificato attestante il voto ottenuto nella prima parte dell'esame rilasciato dalla prof.ssa Bernardini o dalla prof.ssa Di Nicola, e ricevuta Infostud

Gli studenti in possesso di appunti, fogli sparsi, quaderni, telefonini e simili saranno allontanati dall’aula.

Ricordo che si può sostenere un solo appello per ogni sessione d’esame. In altri termini, nella sessione invernale si può sostenere solo il primo appello (gennaio) o il secondo (febbraio).

Le date precise degli scritti non coincidono con quella di inizio dell’appello.

Normalmente sono comunicate una volta assegnata l’aula.

 

Informazioni sul lavoro accademico
Ven 20 Mar 2015 Dom 31 Dic 2017

Care studentesse e cari studenti,


è opportuno chiarire alcuni aspetti della vita accademica che forse non conoscete.
Il docente universitario - da quando esistono le università - non è solo un docente ma, primariamente, uno studioso. La combinazione di queste due attività fa lo specifico della professione accademica rispetto alle altre: lo studioso prima svolge una attività originale di ricerca, e poi la trasmette; oppure - ancor meglio - fa l’una e l’altra cosa contemporaneamente.
La ricerca comporta una serie di attività che spesso non sono immediatamente percepibili e identificabili. Tutto questo lavoro è, diciamo così, “invisibile” agli studenti, che tendono a pensare che il docente universitario sia solo ed esclusivamente occupato nel tenere lezioni ed esami.
Possiamo identificare all’ingrosso quattro categorie:
(i) In primo luogo, la lettura di moltissimi testi (molti di più di quelli di cui poi si tratta a lezione), lo studio dei medesimi (che è cosa diversa e più impegnativa della lettura), la frequentazione di archivi e biblioteche, la stesura di note, la scrittura di saggi, di monografie, l’edizione di testi, la traduzione.
(ii) Giacché ogni ricerca ha bisogno di scambi intellettuali, essa comporta inoltre la tessitura di una rete di rapporti professionali con altri studiosi in Italia e all’estero, e una serie di attività quali: la partecipazione a convegni e seminari presso altre istituzioni; l’organizzazione di convegni e seminari ai quali invitare altri studiosi; la costituzione di gruppi di ricerca impegnati nella ideazione (ed eventualmente nella gestione) di progetti da presentare presso istituzioni italiane ed estere; la partecipazione a centri di ricerca nazionali e internazionali (o talora la direzione dei medesimi). Tutto ciò ha naturalmente anche risvolti pratici ed organizzativi/gestionali di non poco conto, e si svolge spesso in altre lingue, che bisogna saper praticare ed esercitare.
(iii) Giacché i risultati di queste attività di ricerca devono essere divulgati, è anche parte integrante di questo lavoro trovare le vie per pubblicare al meglio saggi e volumi presso editori e riviste (possibilmente) importanti; il che spesso comporta la partecipazione a comitati di direzione, comitati scientifici, ecc. nonché a quella attività nota come peer-reviewing, ovvero la lettura attenta dei saggi proposti alle redazioni per valutarne la pubblicabilità e la stesura di giudizi. Questa attività è spesso richiesta anche da vari ministeri, italiani e stranieri, e da altre istituzioni che conferiscono borse di studio e chiedono la valutazione di progetti. Bisogna inoltre aggiungere talvolta l’opera di divulgazione della ricerca attraverso radio, televisione, giornali.
(iv) Se tutto questo lavoro ha fruttato bene, lo studioso-docente ha molti bravi allievi che provano a intraprendere a loro volta la carriera accademica o di ricerca, e ha il dovere professionale/morale di seguirli e incoraggiarli su questa strada in varie fasi: dalla tesi di laurea a quella di dottorato (che entrambe - soprattutto la seconda - comportano un lungo lavoro di lettura, discussione, preparazione), e anche dopo, una volta che gli allievi non sono più ufficialmente parte della struttura universitaria come laureandi o dottorandi o assegnisti di ricerca. Ci comporta, per esempio, la lettura e il commento dei loro testi scientifici (saggi, volumi ecc.), e dei loro progetti di ricerca presso altre istituzioni; la stesura di lettere di presentazione molto dettagliate (spesso in altre lingue), ecc.
 Tutto ciò si aggiunge, lo ripeto, al lavoro didattico “normale (tenere corsi, esami, seguire tesi di laurea triennale, magistrale e dottorato, ricevere studenti, orientare studenti stranieri, Erasmus, ecc.)
Come se non bastasse, negli ultimi tempi lo studioso-docente è stato costretto da una serie di “riforme” ad occuparsi di una quantità enorme di questioni amministrative, finanziarie e pratiche: partecipazione a numerosissimi consigli e commissioni (ricerca, didattica, spazi, piani di studio ecc. ecc. ecc.), lettura di lunghissimi e dettagliati documenti, compilazioni di una infinita serie di moduli e griglie, aggiornamento continuo dei propri dati su diverse piattaforme, partecipazione attiva e passiva a complicate procedure di valutazione, gestione di siti-docente e di bacheche elettroniche, gestione di corsi di laurea, gestione anche amministrativa di fondi di ricerca con adeguamento a sempre nuove astruse normative, verbalizzazione manuale degli esami, e finanche tutte quelle attività materiali di supporto che vanno dal fare fotocopie a spedire lettere, dal consegnare verbali a traslocare libri.
Badate bene: anche se questa parte del lavoro non è regolamentata in modo rigoroso, e ci possono essere dunque differenze tra vari individui rispetto all’impegno profuso, tutto ciò che precede è parte dei doveri istituzionali che il ruolo di studioso-docente universitario comporta.
C’è da aggiungere che il lavoro dello studioso-docente italiano è aggravato dal fatto che si deve confrontare con una situazione particolarmente difficile (i) dal punto di vista delle strutture, che sono inadeguate (per esempio le aule, gli studi, gli strumenti informatici, il supporto del personale tecnico-amministrativo, ecc.), (ii) dal punto di vista dell’organizzazione della didattica (che è, in certe assurdità - per esempio lo spropositato numero di appelli di esame - unica al mondo), (iii) dal punto di vista del numero di studenti per docente, spesso eccessivi a causa di scarsi finanziamenti statali (che le tasse universitarie non riescono a compensare). In un sistema capitalistico tutto si paga, e l’istruzione universitaria non è obbligatoria, ma libera scelta del cittadino. Il costo annuo per l'istruzione universitaria di uno studente è stato stimato in circa $10,000 (circa 9000 euro). In alcune nazioni lo stato ha deciso di investire molto sulla formazione universitaria e dunque agli studenti è permesso di non pagare tasse (Germania); in altre nazioni lo stato ha deciso di investire meno, e a pagare la qualità dei servizi sono gli studenti con tasse altissime (Gran Bretagna, circa 12,000 euro all’anno). Secondo l'OCSE l'Italia è uno degli ultimi paesi nella graduatoria europea per investimenti (Austria, Olanda, Belgio, Irlanda, Svezia, Germania, Regno Unito, Finlandia, Francia, Slovenia, Spagna, Italia, Portogallo, Israele, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria). In Italia non abbiamo dunque né l’una soluzione né l’altra: lo stato investe poco, lo studente paga poco. Chi compensa? Avrete già capito qual è la risposta.
Svolgere bene questo lavoro in tutti i suoi aspetti significa per molti studiosi-docenti rinunciare a una vita privata, alla famiglia e gli amici, spesso alle vacanze, e purtroppo anche alla cura della salute. È giusto dunque che vi rendiate conto che quei “servizi” che prendete molte volte per scontati sono garantiti solo grazie al sacrificio continuo e al lavoro straordinario (nelle serate e nelle nottate, nei finesettimana e nei periodi di vacanza) degli studiosi-docenti, in particolare di quelli che operano attivamente in tutte le aree descritte sopra. Se alcuni studiosi-docenti si rifiutassero di lavorare, come sarebbe giusto, nei tempi non lavorativi (per es. nei finesettimana o la sera tardi), l'intera università si paralizzerebbe.
Per quanto mi riguarda, sono sempre stato disponibile al massimo grado ad accogliere le richieste studentesche, e ho fatto di tutto per accontentare tutti, se possibile. Temo però che questo atteggiamento sia diseducativo, e incoraggi una visione sbagliata del mondo universitario e della vita, distorcendo le proporzioni, facendo dimenticare le condizioni oggettive in cui operiamo, cancellando i limiti dei diritti.
Sul sito ci sono istruzioni per tutto. Nel caso di questioni specifiche, c’è un orario di ricevimento, con avvisi in caso di eventi straordinari. Dei malfunzionamenti o dei misteri di Infostud non so nulla, e non posso risolverli. Non ho null’altro da aggiungere a quanto dico nel sito, dunque non scrivetemi se non per questioni che dipendono da me e non sono chiarite in bacheca. A queste mail rispondo normalmente nel giro di un paio d’ore, e quasi sempre entro le 24 ore. Appelli, programmi, istruzioni sono specificati sul sito, sualla bacheca di facoltà, dove pubblico anche tempestivamente avvisi su eventi straordinari.

Buon lavoro

Italiano

Nato a Roma, ha conseguito la laurea alla Sapienza e il dottorato di ricerca a Roma Tre. Ha insegnato nelle università di Amsterdam (NL) e di Birmingham (UK), poi all’Università di Perugia, infine alla Sapienza (dal 2006).

Nel 2007/2008 è stato “fellow” dell’Italian Academy for Advanced Studies (Columbia University, New York), nel 2009 Visiting Professor all’Università di Sana’a (Yemen).
I suoi interessi prevalenti sono: i generi autobiografici (L’autobiografia moderna, seconda edizione rivista e ampliata Roma, Bulzoni, 1999), la cultura europea tra Settecento e Ottocento, e soprattutto Giacomo Leopardi, del quale ha curato l‘edizione critica degli Scritti e frammenti autobiografici (Roma, Salerno editrice, 1995), le traduzioni dai Poeti greci e latini (ivi, 1999) e l’edizione critica dei Volgarizzamenti in prosa (Venezia, Marsilio, 2012). Sull’opera e il pensiero di Leopardi ha anche pubblicato molti saggi, tra i quali il volume L’immagine della voce. Leopardi, Platone e il libro morale (Venezia, Marsilio, 2009).
Ha scritto e pubblicato anche su Pirandello (L’antro della bestia. Le novelle per un anno di L. Pirandello, Caltanissetta, Sciascia, 1992), sulla letteratura nella stampa ottocentesca italiana (I periodici letterari dell’Ottocento. Indice ragionato (collaboratori e testate), Milano, Franco Angeli, 1990; Stampa e letteratura. Spazi e generi nei quotidiani italiani dell’Ottocento, Milano, Franco Angeli, 1996, entrambi con A. Briganti e C. Cattarulla), sulla ricezione della letteratura italiana novecentesca all‘estero (Il Novecento italiano oltrefrontiera, in Il Novecento. Scenari di fine secolo, a cura di N. Borsellino e L. Felici, Milano, Garzanti, 2001, vol. 1, pp. 919-995). Ha scritto saggi su questioni teoriche e di letteratura comparata su Defoe, Richardson, Rousseau, Goethe, Alfieri, Sade, Wordsworth, Coleridge, Novalis, Kleist, F. Schlegel, Stendhal, Foscolo e Alfred de Musset, del quale ha curato La confessione di un figlio del secolo (Fazi, Roma 2003).
È membro del Comitato scientifico del “Centro Nazionale di Studi Leopardiani”, direttore, dal 1998, del «Leopardi Centre» (University of Birmingham: http://www.birmingham.ac.uk/research/activity/leopardi), direttore del «Laboratorio Leopardi» (presso la Scuola Superiore di Studi Avanzati di Sapienza [https://web.uniroma1.it/lableopardi/]), condirettore della collana di “testi e studi leopardiani” presso Marsilio, membro del comitato scientifico della “Rivista internazionale di studi leopardiani”.

Ha diretto - insieme con Michael Caesar - un progetto di ricerca finanziato dall’“Arts & Humanities Research Council” (2008-2010) e ha curato - sempre con Michael Caesar - l’edizione integrale in inglese dello Zibaldone di Leopardi (New York, Farrar Straus & Giroux; Londra, Penguin, 2013, 2015 [II ed. rivista]).
Concorda con Montaigne che “Les premieres et universelles raisons sont de difficile perscrutation”, e che “Rien de noble ne se faict sans hazard”.


Inglese

Franco D’Intino was born in Rome, and got his degree at Sapienza, his PhD at Roma Tre.

He has taught at the universities of Amsterdam (NL), Birmingham (UK), and Perugia. Since 2006 he teaches Modern Italian Literature at Sapienza. He has been fellow of the Italian Academy for Advanced Studies in America (Columbia University, New York) in 2007/2008, and Visiting Professor at Sana’a University (Yemen) in 2009.

His main research interests are: the autobiographical genres (L’autobiografia moderna, second revised and augmented edition Rome, Bulzoni, 1999), European culture and literature in the Eighteenth and Nineteenth centuries, in particular Giacomo Leopardi. He has edited Leopardi’s autobiographical writings (Scritti e frammenti autobiografici, critical edition, Rome, Salerno editrice, 1995), his translations in verse from Greek and Latin (Poeti greci e latini, Rome, Salerno editrice, 1999) and his prose translations from Greek (Volgarizzamenti in prosa, critical edition, Venice, Marsilio, 2012); he has also published a great number of essays on Leopardi’s thought and works (most recently the volume L’immagine della voce. Leopardi, Platone e il libro morale, Venice, Marsilio, 2009).
He has also written on Pirandello (L’antro della bestia. Le novelle per un anno di L. Pirandello, Caltanissetta, Sciascia, 1992), on literature and journalism in the Nineteenth century (I periodici letterari dell’Ottocento. Indice ragionato (collaboratori e testate), Milan, Franco Angeli, 1990; Stampa e letteratura. Spazi e generi nei quotidiani italiani dell’Ottocento, Milan, Franco Angeli, 1996, both with A. Briganti and C. Cattarulla); on the reception of Twentieth-century Italian literature abroad (‘Il Novecento italiano oltrefrontiera’, in Il Novecento. Scenari di fine secolo, ed. by N. Borsellino and L. Felici, Milan, Garzanti, 2001, vol. 1, pp. 919-995), and on theoretical issues in a comparative perspective on Defoe, Richardson, Rousseau, Goethe, Alfieri, Sade, Wordsworth, Coleridge, Novalis, F. Schlegel, Stendhal, Foscolo, and Alfred de Musset (his edition of Musset’s novel was published with the title La confessione di un figlio del secolo by Fazi, Rome 2003).
He is a member of the Scientific Committee of the “Centro Nazionale di Studi Leopardiani”; since 1998; Director of the «Leopardi Centre» (University of Birmingham,http://www.birmingham.ac.uk/research/activity/leopardi); Director of the «Leopardi Centre» (School for Advanced Studies Sapienza [https://web.uniroma1.it/lableopardi/]); co-Director of the series “testi e studi leopardiani” by Marsilio Editori; member of the Scientific Committee of the journal “Rivista internazionale di studi leopardiani”.

He has been awarded by the “Arts & Humanities Research Council” a grant for a research project on Leopardi’s Zibaldone co-directed with Michael Caesar (2008-2010). He has also edited, with Michael Caesar, the complete annotated edition of Leopardi’s Zibaldone in English (New York, Farrar Straus & Giroux; London, Penguin, 2013, II revised ed. 2015).
He agrees with Montaigne that “Les premieres et universelles raisons sont de difficile perscrutation”, and that “Rien de noble ne se faict sans hazard”.

 


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