STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA (L, 6 CFU), SEMESTRE I (2019/2020)

ANIMA, VITA E COGNIZIONE SECONDO ARISTOTELE
Nel mondo naturale c’è una distinzione fondamentale: alcune sostanze naturali sono vive, altre sono inanimate. Ciò che distingue le prime dalle seconde, secondo Aristotele, è il possesso della psuche. La parola ‘psuche’ viene di solito tradotta con ‘anima’. Ma ‘anima’ è una traduzione fuorviante, perché suona bizzarro sostenere che un gambero, una seppia o pianta di basilico hanno un’anima, mentre è perfettamente sensato, secondo Aristotele, dire che hanno una psuche. Che cos’è allora la psuche? E che cosa accomuna la psuche di un essere umano a quella di un gambero, di una seppia e di una pianta di basilico? La teoria aristotelica della psuche fornisce una risposta a queste domande. È il tentativo di elaborare una spiegazione unitaria di tutti i processi vitali: dalla nutrizione, alla riproduzione, alla percezione e al pensiero. In altre parole, è il tentativo di spiegare i processi cognitivi – compresa l’attività noetica del primo motore immobile – come forme superiori della vita biologica. Si tratta di una teoria centrale nel programma scientifico-filosofico di Aristotele (il quale intende i viventi come le sostanze per eccellenza). È elaborata mediante alcuni dei principi più rilevanti e innovativi della sua filosofia: la distinzione tra materia e forma, tra mezzo e fine, tra potenza e atto; la dottrina delle categorie. La teoria aristotelica dell’anima ha suscitato interesse e stimolato forti reazioni (sia positive sia negative) sin dall’antichità. Per esempio, le filosofie cartesiana e post-cartesiana – in quanto basate sulla distinzione tra mente e corpo, tra conoscenza/coscienza e processi biologici – l’hanno rifiutata. Ma altre correnti di pensiero e altri pensatori, anche in tempi recenti, ne hanno riconosciuto il profondo interesse teorico. Darwin stesso, nei Taccuini, fa affermazioni che Aristotele avrebbe probabilmente sottoscritto: “Colui che comprende il babbuino contribuirà alla metafisica [=la filosofia in generale, compreso il problema della conoscenza] più di Locke”.
 
Testi adottati
1) R. Chiaradonna, P. Pecere, Filosofia. La ricerca della conoscenza, Mondadori 2018, Vol. 1A (tutto), Vol. 1B (unità 5 e 6, fino a p. 107).Gli studenti e le studentesse che hanno già sostenuto un esame di Storia della filosofia antica in cui era previsto lo studio del manuale possono sostituire il manuale (e il relativo esonero) con: A. Falcon, Aristotelismo, Einaudi, Torino 2018 (il testo di Falcon sarà oggetto dell’esame orale insieme al testo n. 2).
2) M. Vegetti, F. Ademollo, Incontro con Aristotele. Quindici lezioni, Einaudi 2016.
3) Aristotele, L’anima, traduzione, introduzione e commento a cura di G. Movia, Bompiani 2001 (solo traduzione e testo greco a fronte). Questo testo (insieme alle dispense e alle slides) sarà per tutti oggetto di un esonero scritto.
4) Dispense e slides: saranno fornite progressivamente durante il corso
Molti materiali del corso saranno disponibili in una cartella dropbox. Per accedere alla cartella è necessario contattare il docente.
In aggiunta ai testi in programma d’esame, i non frequentanti dovranno studiare il seguente volume (che sarà oggetto dell’esame orale, insieme al testo n. 2 ed eventualmente al testo di Falcon, cioè al n. 1): D. Zucca, L’anima del vivente. Vita, cognizione e azione nella psicologia aristotelica, Morcelliana, Brescia 2015, (Introduzione e capp. I-V).
L'esame si compone di due esoneri scritti e di un colloquio orale. Chi non ha svolto gli esoneri nelle date ufficiali, dovrà contattare la docente
Le lezioni si svolgeranno in aula XII, martedì 14:30-17:30.
 
 

Data inizio: 
Giovedì, 30 Maggio, 2019
Data fine: 
Venerdì, 31 Dicembre, 2021

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