LAUREA MAGISTRALE
Storia della filosofia dall'umanesimo al rinascimento I A
a.a.: 2021/2022 - anno di corso: 1
Settore M-FIL/06 - CFU 6 - Semestre II - Codice 1023459
Note insegnamento:
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Programma
La follia metafisica cartesiana. Il dibattito tra Foucault e Derrida. 
 
Nella sua "Storia della follia" (1961), Michel Foucault individuava nella Meditazioni metafisiche cartesiane i presupposti teorici che conducono all’espulsione della follia dal pensiero e al “grande internamento” della malattia mentale. L’imprigionamento teorico è preludio all’imprigionamento reale, mosse entrambe che caratterizzano la modernità. Jacques Derrida critica questa lettura nelle pagine di "Cogito e storia della follia" (1963) sottolineando che l’ipotesi del genio maligno – un caso di follia totale – è decisiva per il soggetto cartesiano. Il dubbio, per Derrida, diventa così parte strutturante del cogito. Foucault risponderà a sua volta (1972), distinguendo tra il dubbio, che conduce a non credere a cose reali, e la follia, che spinge a credere a cose irreali: la follia apre un mondo altro, una vera eterotopia. Oltre che l’interpretazione di Descartes, il dibattito implica diverse letture della modernità, della razionalità che la caratterizza, e dunque della metafisica che la fonda, a partire dal soggetto: che ruolo c’è per l’irrazionale? In che modo l’altro dal cogito può essere limitato e governato? Ciò che non è riconducibile al logos non abita sempre già, inesorabilmente, il soggetto? Non a caso Derrida riprenderà ulteriormente la questione, chiamando in causa Freud e la psicanalisi (1991). A livello metodico, inoltre, il confronto coinvolge due modalità diverse di riferirsi alla storia del pensiero, ai suoi testi, e più latamente alle sue pratiche. La metafisica si nasconde non solo nelle idee, ma anche nel riferimento privilegiato alla testualità? Il corso si avvarrà degli interventi di Judith Revel (Univ. Paris Nanterre), se la domanda per ospitarla come visiting professor presso il Dipartimento sarà accettata
Programma inglese
Cartesian metaphysical madness. The debate between Foucault and Derrida.
 
In his "History of Madness" (1961), Michel Foucault identified in Cartesian Metaphysical Meditations the theoretical presuppositions that lead to the expulsion of madness from thought and to the 'great internment' of mental illness. Theoretical imprisonment is a prelude to real imprisonment, both moves characterising modernity. Jacques Derrida criticises this reading in the pages of "Cogito and the History of Madness" (1963) by stressing that the hypothesis of the malign genius - a case of total madness - is decisive for the Cartesian subject. Doubt, for Derrida, thus becomes a structuring part of the cogito. Foucault will respond in turn (1972), distinguishing between doubt, which leads to not believing in real things, and madness, which leads to believing in unreal things: madness opens up another world, a true heterotopia. In addition to the interpretation of Descartes, the debate involves different readings of modernity, of the rationality that characterises it, and therefore of the metaphysics that underpins it, starting with the subject: what role is there for the irrational? How can the other from the cogito be limited and governed? Does not what is not ascribable to the logos always already, inexorably, inhabit the subject? It is not by chance that Derrida will take up the question again, calling into question Freud and psychoanalysis (1991). On a methodical level, moreover, the comparison involves two different ways of referring to the history of thought, to its texts, and more broadly to its practices. Is metaphysics hidden not only in ideas, but also in the privileged reference to textuality? The course will benefit from the interventions of Judith Revel (Univ. Paris Nanterre), if the request to host her as visiting professor at the Department is accepted.
Obiettivi
Fatta salva l'acquisizione di una serie di obiettivi di fondo (conoscenza e comprensione della disciplina; capacità di applicare conoscenza e comprensione; capacità critiche e di giudizio; capacità di comunicare quanto si è appreso; capacità di proseguire lo studio in modo autonomo), il corso si propone di raggiungere più in dettaglio/più specificamente i seguenti ulteriori obiettivi: conoscenza di un problema filosofico in prospettiva storica; conoscenza approfondita di un periodo e contesto filosofico con attenzione alla lunga durata dei problemi trattati; conoscenza di concetti e termini chiave, anche molto specialistici, in prospettiva storica; uso di un lessico tecnico; capacità di comprensione, ricostruzione ed ermeneutica di testi classici della disciplina, anche con valutazione dei problemi di traduzione; capacità di profonda analisi storica e di critica teorica matura di testi; capacità personale di argomentazione e di guadagno di una prospettiva personale sul tema in oggetto (mediante lo stimolo alla partecipazione attiva); capacità di approfondire le questioni in modo anche spiccatamente personale e autonomo (mediante l’apprendimento di un metodo, l’indicazione di bibliografia di riferimento etc…).
Valutazione
Descrizione valutazione
Rich text editor, valutazione_m, press ALT 0 for help. La valutazione consiste in un esame orale. Verranno valutate (anche durante il corso) 1. La conoscenza e la comprensione del testo oggetto del corso, a partire dai suoi aspetti più generali, sino ai dettagli; sarà valutata in particolare la capacità delle studentesse e degli studenti di confrontarsi con testi filosofici e di analizzarne criticamente aspetti specifici (punti di valutazione 1-12). 2. Le capacità espressive e di dominio, anche dettagliato, del lessico (punti 1-8). 3. Le conoscenze del contesto storico (rispetto al pensiero degli autori oggetto del corso e rispetto alla storia della filosofia in generale) (punti 1-5). 4. La capacità di rielaborazione originale e di approfondimento personale delle questioni trattate (punti 1-5)
Testi
R. Descartes, Meditazioni metafisiche (1641), Prefazione e Meditazioni 1-3 (nella ed. it. Laterza, Roma-Bari 1997, pp. 13-87).   
M. Foucault, La storia della follia nell’età classica (1961), Prefazioni alla prima e alla seconda edizione e §§ 1 e 2 della prima parte (Stultifera navis e Il grande internamento) (nella ed. it. BUR, Milano 2011 pp. 39-157).
J. Derrida, Cogito o la storia della follia (1963), in La scrittura e la differenza (1967) (nella ed. it. Einaudi, Torino 1990, pp. 39-79). 
M. Foucault, Risposta a Derrida (1972) (in trad. it. in Il discorso, la storia, la verità. Interventi 1969-1984, Einaudi, Torino 2001, pp. 101-117).
M. Foucault, Il mio corpo, questo fuoco, questo foglio (1972) (in trad. it. in La storia della follia nell’età classica, BUR, Milano 2011, pp. 485-509)
J. Derrida, “Essere giusti con Freud”. La storia della follia nell’età della psicoanalisi (1991), R. Cortina, Milano 1994.


Bibliografia di riferimento facoltativa
M. Ferraris, Introduzione a Derrida, Laterza, Roma-Bari 2003
S. Catucci, Introduzione a Foucault, Laterza, Roma-Bari 2019
O. Custer, P. Deutscher, S. Haddad (Eds.), Foucault/Derrida. Fifty Years Later, Columbia University Press 2016
J. Revel, Michel Foucault, un’ontologia dell’attualità, Rubbettino 2004
Note
n.d.
Orario Lezioni
Martedì 12.30 - 14.30 (RM052 Aula X - PIANO TERRA)
Venerdì' 14.30 - 16.30 (RM052 Aula X - PIANO TERRA)
Inizio lezioni: Venerdì' 4 Marzo 2022

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