Candida Carella

Ricercatore
M-FIL/06 ( Storia della filosofia )
Filosofia
sede di Villa Mirafiori, piano II, stanza 205
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Ricevimento

Stanza 205 secondo piano, Villa Mirafiori
telefono fisso: 0649917259
NEL PRIMO SEMESTRE DELL'ANNO ACCADEMICO 2021-2022 LA DOCENTE RICEVERA' GLI STUDENTI IL GIOVEDI', ORE 11.30-13.30
SU PIATTAFORMA MEET: meet.google.com/xnr-tgqr-fmr SI CONSIGLIA DI PRENOTARSI VIA MAIL.

 

AA 2021-2022 - RICEVIMENTO
Mar 14 Set 2021 Ven 30 Dic 2022

AA 2021-2022

Nel primo semestre la docente riceverà a distanza in ambiente meet il giovedì dalle 11.30 alle 13.30, si consiglia la prenotazione tramite mail; sarà possibile chiedere via mail appuntamenti in altro giorno o altro orario.

STORIA DELLA FILOSOFIA MODERNA - PROGRAMMA ANNO ACCADEMICO 2021-2022
Mer 28 Apr 2021 Sab 31 Dic 2022

AA 2021-2022

 

Candida A. Carella

 

Storia della Filosofia Moderna III.IV.

 

Livello: L

 

CFU: 6

 

Semestre II

 

 

Rinascimento magico: Giordano Bruno lettore di Marsilio Ficino.

 

A partire dalla diffusione del Corpus Hermeticum, dei testi di Psello, Porfirio, Plotino, dei dialoghi di Platone (attraverso l’imponente traduzione dal greco di Marsilio Ficino), la filosofia ermetica, la magia sapienziale e la magia naturalis ebbero grande fortuna nel Rinascimento. Il corso approfondirà alcuni aspetti di questa ricca tradizione culturale muovendo dallo stesso Ficino, che compilò il De vita libri tres, un testo fortunatissimo. Proprio dalla lettura del testo ficiniano, in particolare dall’analisi del De vita coelitus comparanda, si passerà alla verifica di eventuali corrispondenze, citazioni implicite ed esplicite nel corpus bruniano: non solo in quel gruppo di testi rimasti a lungo manoscritti, le cosiddette opere magiche, ma anche nelle opere mnemotecniche e nei dialoghi italiani.

 

 

Starting from the diffusion of Corpus Hermeticum, of  Psello’s, Porfirio’s, Plotino’s works and from the diffusion of Plato’s dialogues (trought the great work of translation from the Greek carried out by Marsilio Ficino), the hermetic and wisdom tradition, the magia naturalis had great diffusion in Italian Renaissance. The course will address some issues of this rich cultural tradition, starting right from Marsilio Ficino, that he wrote De vita libri tres, a very fortunate work. From the analysis of Ficinian text, specially from reading of De vita coelitus comparanda, we will proceed to the textual comparison with Brunian works. Not just so-called magical works, remained manuscript for a long time, but also mnemothecnical works and Italian dialogues.    

 

 

MODALITA’ DI VALUTAZIONE

L’esame prevede un colloquio orale finale. Per superare le prove lo studente dovrà: 1. conoscere autori, temi e problemi della storia della filosofia moderna dall’Umanesimo a Locke; 2. conoscere il contenuto dei testi trattati; 3. saperli restituire in modo chiaro, padroneggiando in modo corretto il lessico specialistico utilizzato dagli autori; 4. saper individuare gli snodi teorici più rilevanti e saperli discutere criticamente. Il soddisfacimento del punto 1 è condizione necessaria per il proseguimento della prova di esame; i voti superiori a 27/30 saranno attribuiti agli studenti le cui prove soddisfano tutti e quattro i punti indicati.

 

The exam will consist in an oral final exam. Students must show: 1. knowledge authors, themes and problems of the History of Modern Philosophy from Humanism to Locke; 2. knowledge of the content of the texts; 3. skill of communicating it and mastery of the technical terminology of the various studied philosophers; 4. ability to grasp the main issues and to discuss them critically. Point 1. is necessary conditions in order to continue the exam; a final grade superior to 27/30 will be given to students who reach all the goals.

 

 

TESTI ADOTTATI E BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

 

Testi adottati

 

M. Ficino, Sulla vita, a cura di A. Tarabochia Canavero, Milano, Rusconi, 1995;

 

G. Bruno, Opere italiane, testo stabilito da G. Aquilecchia, a cura di N. Ordine, Torino, Utet, 2002, 2 voll. (pagine scelte, disponibili nella sezione materiali didattici);

 

G. Bruno, Opere magiche, a cura di S. Bassi, E. Scapparone, N. Tirinnanzi, Milano, Adelphi, 2000 (pagine scelte, disponibili nella sezione materiali didattici).

 

G. Bruno, Opere mnemotecniche, a cura di M. Matteoli, R. Sturlese, N. Tirinnanzi, Milano, Adelphi, 2004-2009 (pagine scelte, disponibili nella sezione materiali didattici);

 

Bibliografia di riferimento:

 

La Filosofia del Rinascimento: figure e problemi, a cura di G. Ernst, Roma, Carocci, 2019;

 

P. Rossi, Il tempo dei maghi: Rinascimento e modernità, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2006;

 

V. Perrone Compagni, Magia, in Enciclopedia bruniana e campanelliana, I, coll. 90-105.  

 

P. Porro – C. Esposito, Filosofia moderna, Bari-Roma, Laterza, 2009, solo pp. 2-300.

 

Lettura consigliata:

 

I vincoli della natura: magia e stregoneria nel Rinascimento, a cura di G. Ernst e G. Giglioni, Roma, Carocci, 2012

Italiano

Già dottore di ricerca, già assegnista di ricerca presso il Dipartimento di ricerche storico-filosofiche e pedagogiche della Sapienza.
Dal 2008 è ricercatrice a tempo indeterminato presso il Dipartimento di Filosofia della ‘Sapienza-Università di Roma’, insegna Storia della filosofia moderna nel corso di laurea in Filosofia, è membro del dottorato di ricerca di Filosofia, redattrice della rivista “Bruniana & Campanelliana”, diretta da Eugenio Canone e socia della SISS.
Ha iniziato le ricerche storico-filosofiche occupandosi della formazione monastica ed extramonastica di Giordano Bruno, una linea di ricerca avviata nel 1992 e tuttora coltivata. Ha pubblicato documenti inediti inerenti i due maestri della giovinezza: Teofilo da Vairano (Tra i maestri di Giordano Bruno. Nota sull’agostiniano Teofilo da Vairano, “Bruniana & Campanelliana”, 1995, 1-2 e Nuovi documenti su Teofilo da Vairano “Bruniana & Campanelliana”, 2012, 2) e Vincenzo Colle da Sarno (Et solevo sentir le lettioni publiche d'uno che si chiama il Sarnese,“Nouvelles de la République des lettres”, 2004 e la comunicazione inedita nella giornata di studi “Tre maestri di Giordano Bruno: Aristotele Origene Vincenzo Colle da Sarno”, Roma, Villa Mirafiori 25.10.2013). Attualmente sta lavorando su alcuni testi filosofici di Antoine de La Faye, per tracciare un profilo da filosofo del teologo ginevrino ed individuare le possibili ragioni del dissidio con Bruno, in merito al suo insegnamento filosofico al tempo in cui fu ‘maestro’ di Bruno a Ginevra (in corso di stampa). Le ricerche bruniane si sono arricchite negli anni di altri risultati, si ricordano l’indagine negli archivi privati randazzesi in merito al crocifisso evocato da Bruno nel De la causa (Il Dio di Randazzo' e i "goffi, et ignoranti" dell'Academico Arciasino, “Bruniana & Campanelliana”, 2017, 2); la densa voce enciclopedica che declina la città dei papi secondo i testi e la biografia bruniana (Roma, Enciclopedia Bruniana e Campanelliana. III, 2017) e la più recente indagine negli archivi romani, che ha consentito di fornire documenti inediti atti confutare la tesi che individuava in Giordano Bruno il famigerato Henry Fagot, spia francese al soldo degli inglesi (Henry Fagot: il nome della spia, “Bruniana & Campanelliana”, 2018, 2). Un’incursione nella storia letteraria, ha consentito di scoprire, sulla scorta di un epistolario inedito, che la Divina Settimana di Ferrante Guisoni (ambasciatore del duca di Mantova a Parigi ai tempi del secondo soggiorno bruniano) è stata redatta anni prima del Mondo creato di Torquato Tasso, confermando così i dubbi di una filiazione del poema tassesco dalla cosmogonia del Guisoni  (Il «giudiciosissimo» Corbinelli e La divina settimana di Ferrante Guisoni, B&C, 2010, 2).
Contemporaneamente alla ricerche bruniane, ha approfondito lo studio delle tradizioni filosofiche degli ordini monastici, in particolare si è occupata delle ordinationes de studiis domenicane (La sezione De studentibus nelle Constitutiones domenicane del 1566, in Giordano Bruno. Gli anni napoletani e la peregrinatio europea, Cassino 1992), della ratio studiorum gesuitica (Antonio Possevino e la biblioteca “selecta” del principe cristiano, in Bibliothecae Selectae. Da Cusano a Leopardi, Firenze 1993), della tradizione averroistica coltivata da alcuni maestri dell'ordine carmelitano (La metafisica dei carmelitani alla Sapienza di Roma nel ‘600, NRL 2005). Le ricerche sull'insegnamento delle materie filosofiche alla Sapienza' di Roma nel corso dell’intero Seicento sono confluite in una monografia, L’insegnamento della filosofia alla Sapienza di Roma nel Seicento. Le cattedre e i maestri, Firenze 2007. Tali ricerche, volte a ricostruire lo statuto delle discipline filosofiche nella Sapienza romana e i profili bio-bibliografici dei maestri che leggevano la logica, la fisica, l’etica e la metafisica, hanno consentito di approfondire la diffusione di tradizioni quali il materialismo di matrice aristotelica, il cartesianesimo e l’atomismo nella Roma Pontificia, discipline attenzionate dal Sant’Uffizio.
Sulle tracce della diffusione della filosofia moderna nella Roma papalina, attraverso lo studio e la trascrizione di documenti inediti conservati nell'Archivio dell'ex Sant'Uffizio ha ricostruito l'attività di controllo culturale della Chiesa nei confronti di alcune scuole filosofiche; tali ricerche hanno permesso di individuare la condanna definitiva delle Meditationes di Descartes (Le Meditationes cartesiane "Amstelodami 1709" e la condanna del 1720, “Nouvelles de la République des lettres”, 2008-1; la vicenda della censura al De tribus impostoribus magnis liber di Kortholt, che rimase curiosamente ‘aperta’ (I trattati sui tre impostori nella Roma di fine Seicento, "Bruniana & Campanelliana" 2011-2) e infine, le vicende inquisitoriali di fine Seicento che coinvolsero alcuni libertini romani, tra questi l’insospettato e insospettabile archiatra pontificio Giovanni Maria Lancisi, i documenti del processo, a suo tempo insabbiato, dai quali emerge un profilo materialista e blasfemo del medico romano, sono stati pubblicati in L'aetas galileiana in 'Sapienza, Atti di Convegno, 2010 e di nuovo editi nell’Appendice alla monografia in cui sono confluite le ricerche sulla Roma filosofica e libertina del Seicento: Roma filosofica nicodemita libertina (Agorà 2014) .
I due filoni di ricerca maggiormente coltivati negli anni, quello sulla Roma filosofica, libertina e inquisitoriale e quello sulla biografia intellettuale di Giordano Bruno, si sono in parte intersecati nella ricerca sull’eco bruniana nel Seicento romano, nella relazione tenuta nel convegno romano "L’altro Seicento. Libertinismo e Arte a Roma (Roma, 14-15 Maggio 2015)", che ha avuto come oggetto la possibile circolazione delle tesi bruniane nella Roma dei primi del Seicento e l’eventuale fortuna del Nolano a Roma.  La relazione si è concentrata in modo particolare sulla testimonianza del medico e filosofo Giulio Cesare Lagalla, che riferì in un suo testo a stampa il pessimo giudizio che la regina Elisabetta I avrebbe espresso sul Nolano. Lungi dal considerare la testimonianza di Lagalla come infondata o di scarso peso, la ricerca ha evidenziato non pochi elementi, volti a sottolineare il legame tra Lagalla e Bruno, non ultimo il fatto che il Lagalla, maestro di filosofia in 'Sapienza', era stato medico privato del cardinale di Santa Severina (il grande inquisitore Giulio Antonio Santori) e che aveva vissuto nell’abitazione del cardinale ai tempi dell'estradizione e del processo di Bruno (All'ombra del rogo. Riferimenti bruniani nella Roma dei primi del Seicento, in L'altro Seicento, Atti del Convegno, Roma 2016).
Negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sui testi e la biografia intellettuale di Giordano Bruno, si segnala in particolar modo il rinvenimento e  la segnalazione di alcuni documenti provenienti dall'Archivio di Stato di Roma e, de relato, dall'Archivio dell'Arciconfraternita dei Palafrenieri di Roma, dai quali risulta la presenza in Roma di un personaggio, francese di nascita e palafreniere del papa, che sembra rispondere, a partire dallo stesso nome: 'Henri Fagot',  al profilo che ne disegnò John Bossy e che  portarono lo storico inglese ad identificare erroneamente Giordano Bruno come la spia al soldo degli inglesi presso l'ambasciata francese a Londra.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati in "Henry Fagot. Il nome della spia", in "B&C", 2018-II.
Dal tema del convegno catanese della Siss sul tema del 'Teatro della natura' (19-21 Novembre 2020) è emersa una riflessione sulla filosofia della natura bruniana, sulla cosmologia infinitista e sullo slittamento dalla nozione di teatro della natura a quella di 'campo della natura'. Il testo della relazione è in corso di stampa.
Nel fascicolo 2020-2 di "Bruniana & Campanelliana" è uscito un ulteriore lavoro sulla biografia intellettuale di Giordano Bruno, sul suo breve e travagliato soggiorno ginevrino, sul senso della sua conversione al calvinismo: L'étudiant Phillippe Brun e Mr Antoine de La Faye.  Il soggiorno ginevrino non fu travagliato solo per Bruno; sulla cattedra di filosofia dell'Accademia ginevrina era stato posto un recalcitrante maestro di filosofia: Antoine de La Faye, poco edotto nella logica aristotelica. De La Faye dovette misurarsi con un allievo dalla solida formazione scolastica e abilissimo nell'arte della disputa: Giordano Bruno; Bruno, che si era iscritto all'università e si era convertito col suo nome al secolo: Filippo, era stato costretto ad ascoltare così tanti errori, che ad elencarli potevano essere rubricati solo come calunnie. A difesa del de La Faye, va detto che era un teologo versato nella patristica, che non aveva una formazione scolastica, come rivelano i suoi scritti, era poeta, letterato, oltreché teologo e le testimonianze di archivio confermano la sua predilezione per Cicerone e il medioplatonismo.  
 
 


Inglese

Currently she is a researcher in the disciplinary field M-FIL/06 in the Philosophy Department. She began her research working on the monastic and extramonastic formation of GiordanoBruno. She worked on several subjects: the philosophical tradition of monastic orders, in particular the ordinationes de studiis dominicane and the averroistic tradition of the Carmelite Order; the ratio jesuitic studiorum; she studied the teaching of philosophical subjects at Sapienza University in Rome during the 1600‘s; the diffusion of Cartesianism and Atomism in Papal Rome. Her studies continued onto the transcription of unpublished and well conserved documents at the ex Sant‘Uffizio Archive. She also worked on reconstructing the activity of social and cultural control by the Roman Church on the diffusion of Cartesianism, Atomism and Libertinism in the roman culture in the late 1600‘s. At the moment, after discovering new documents and new manuscipts, she has restarted her research on the philosophical formation of Giordano Bruno and the teachers of his youth, such as Teofilo da Vairano and Vincenzo Colle da Sarno.


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